aaaaaaaaaaaaaaaaa25/11/2013 – Meno burocrazia a vantaggio dei giovani che vogliono fare impresa in Italia. A chiederlo è Stefano Abello di EGA Sistemi, intervenuto alla presentazione del “Rapporto giovani” dell’Istituto Toniolo – avviato sui giovani italiani fra i 18 e i 29 anni -, promossa dalla Camera di commercio di Monza che si è tenuta il 22 novembre presso la sede della Camera di commercio di Monza e Brianza, alla presenza di Carlo Edoardo Valli Presidente della Camera di commercio di Monza e Brianza e Alessandro Rosina professore di Demografia e Statistica sociale dell’Università Cattolica di Milano, dove dirige il Laboratorio di Statistica applicata.

“Molti giovani – ha affermato Stefano Abello – vorrebbero fare gli imprenditori in Italia, ma non lo fanno, o vanno all’estero e non tornano (nonostante il nostro sia un Paese bellissimo) perché incontrano ostacoli di ogni tipo, cosa che quasi tutti i giorni anch’io sperimento. In Italia abbiamo una burocrazia che taglia le ali a ogni iniziativa imprenditoriale ambiziosa, basata sul merito. Per questo chiediamo ai politici di semplificare e ridurre drasticamente la burocrazia, solo così si incentiveranno azioni di degna e sana imprenditorialità giovanile. Non può esistere impresa in un contesto che non abbia condizioni favorevoli”.

“Bisogna rifondare l’asse logico che il sacrificio paga – continua Stefano Abello. – Di qui bisogna ripartire per far tornare ai giovani l’ambizione che sta alle fondamenta della scelta imprenditoriale che vede in sè la naturale propensione al rischio, che è sostenibile e accettabile solo se vale la certezza delle regole di mercato. Solo così un giovane con capacità imprenditoriali è disposto a mettersi in gioco e nutrire la propria ambizione che genera profitto, benessere e rilancia il ciclo economico. Che fare? Ecco alcune proposte: riforma del mercato del lavoro, vera e profonda; abbattimento delle imposte sul lavoro e sugli utili reinvestiti o usati per sanare debiti pregressi; creazione di una banca statale o regionale di servizi che raccolga credito dai cittadini e faccia impieghi a tasso zero su mutui ai giovani e lavori esclusivamente con le imprese senza fare speculazione finanziaria; impegno diretto e responsabilità oggettive nel pubblico impiego; profonda riforma pensionistica”.

“Soltanto offrendo una maggiore stabilità nel lavoro dei giovani è possibile renderli più liberi. Liberi di progettare il proprio futuro, liberi di mettere su famiglia, liberi di diventare cittadini maturi ovvero persone che si assumono responsabilità e che in questo modo contribuiscono da protagonisti alla vita della comunità – ha dichiarato Carlo Edoardo Valli Presidente della Camera di commercio di Monza e Brianza. – Credo che le istituzioni debbano operarsi su questo fronte e magari offrire ai giovani anche delle piattaforme attrezzate ovvero dei luoghi dove possono lavorare insieme in un’ottica di collaborazione.”

“Le nuove generazioni italiane trovano, insomma, più difficoltà, sia rispetto al passato sia relativamente ai coetanei degli altri Paesi, nel conquistare una propria autonomia dalla famiglia di origine e nel realizzare le condizioni per formarne una propria – ha sostenuto Alessandro Rosina tra i coordinatori del Rapporto Giovani. “Le difficoltà di stabilizzazione occupazionale e di adeguata remunerazione producono anche una grave perdita di fiducia da parte dei giovani, in primis verso la società che non offre loro spazio e non li valorizza, ma poi anche verso se stessi e le proprie capacità. Con l’esito di incentivare la strategia di uscita verso l’estero o a rivedere al ribasso le proprie aspettative, a dar di meno rispetto a quanto potrebbero lasciando in larga parte sepolti i loro talenti”.

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